Il Kiritsuke è un coltello tradizionale giapponese estremamente versatile, ideale per tutte le lavorazioni del pesce: dall’eviscerazione e sfilettatura fino al taglio preciso di filetti e sashimi.
Appartenente alla prestigiosa linea ZEN, questo coltello unisce eleganza e performance grazie alla lama damascata a 37 strati. Il cuore è realizzato in acciaio VG10, un inox giapponese di altissima qualità, racchiuso da 18 strati di acciaio inox morbido e duro ad alto tenore di carbonio per lato. Il risultato è una lama straordinariamente resistente alla corrosione, dal taglio netto e preciso.
Il caratteristico design martellato nella parte superiore della lama non solo valorizza l’estetica, ma aiuta anche a ridurre l’attrito durante il taglio, migliorando la scorrevolezza.
Con una durezza fino a HRC 61, il filo della lama garantisce prestazioni eccezionali nel tempo. Il manico, in Canvas-Micarta nera, è perfettamente levigato e offre una presa sicura e confortevole. Questo materiale composito, a base di resine e fibre naturali, è noto per la sua elevata resistenza, stabilità e durabilità anche in condizioni di utilizzo intensivo.
Lunghezza lama cm. 20
Lunghezza totale cm. 33,50
FAQ: Risposte a domande frequenti
Cosa distingue i coltelli giapponesi da quelli occidentali?
Geometrie più sottili, angoli di affilatura più spinti e un approccio orientato alla precisione e alla pulizia del taglio.
Santoku o Gyuto: quale scegliere?
Il santoku è compatto e versatile per l’uso quotidiano; il gyuto è più vicino al classico chef ed è ideale per tagli lunghi e ritmi sostenuti.
I coltelli giapponesi sono più delicati?
Sì, spesso richiedono maggiore attenzione: non sono adatti a ossa, surgelati o torsioni, ma offrono prestazioni di taglio superiori se usati correttamente.
Come si affila correttamente un coltello giapponese?
L’affilatura su pietra è la scelta ideale: una grana media per il mantenimento e una più fine per la rifinitura, adattando la scelta all’acciaio e all’uso.
Quali sono le principali tipologie di coltelli professionali?
I più comuni sono chef (trinciante), santoku, spelucchino, pane, disosso e filetto. Ogni tipologia è pensata per un tipo di lavorazione specifica, dalla preparazione quotidiana ai tagli di precisione.
Acciaio inox o acciaio al carbonio: cosa cambia?
L’acciaio inox richiede meno manutenzione ed è più resistente all’ossidazione; il carbonio offre un filo molto performante ma necessita di maggiore cura e attenzione.
Come scegliere lunghezza e forma della lama?
Lame da 18–21 cm sono le più versatili. Lunghezze maggiori favoriscono tagli lunghi e fluidi, quelle più corte offrono controllo e precisione.
Come preservare il filo nel tempo?
Usare taglieri adeguati (legno o polietilene), evitare la lavastoviglie e affilare regolarmente con pietra o sistemi idonei è fondamentale per mantenere le prestazioni.