Yanagiba un coltello strutturato e costruito dai maestri giapponesi nella loro storia culinaria per la lavorazione del pesce. Yanagiba significa lama di salice in giapponese, il coltello è lungo e sottile come una foglia di salice, e viene utilizzato per la preparazione di Sashimi, il pesce crudo. Il coltello deve essere lungo, perché la tecnica richiede un taglio pulito per affettare il pesce. I giapponesi credono che questo provoca il minor danno per il pesce e migliora la sua presentazione, rispetto al taglio con un movimento in avanti e indietro taglio. La lunghezza della lama è di cm. 27
I coltelli della serie Kai Shun Pro Sho Sho hanno un particolare pregio, la lama in acciaio inossidabile VG10 un acciaio utilizzato nelle lame Shun Damasco. Grado di durezza dell'acciaio è 61(±1) HRC Kai Shun hanno un' impugnatura ergonomica in legno di Pakka impregnati con resine fenoliche termoindurenti, ha la forma 'D' impedisce lo scivolamento e torsione del manico e permette una buona presa del coltello. Su questa serie Shun Pro Sho ha un design decorativo è inciso sulla lama e una finitura a specchio ha migliorato in modo eccellente la scivolosità taglio.
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FAQ: Risposte a domande frequenti
Cosa distingue i coltelli giapponesi da quelli occidentali?
Geometrie più sottili, angoli di affilatura più spinti e un approccio orientato alla precisione e alla pulizia del taglio.
Santoku o Gyuto: quale scegliere?
Il santoku è compatto e versatile per l’uso quotidiano; il gyuto è più vicino al classico chef ed è ideale per tagli lunghi e ritmi sostenuti.
I coltelli giapponesi sono più delicati?
Sì, spesso richiedono maggiore attenzione: non sono adatti a ossa, surgelati o torsioni, ma offrono prestazioni di taglio superiori se usati correttamente.
Come si affila correttamente un coltello giapponese?
L’affilatura su pietra è la scelta ideale: una grana media per il mantenimento e una più fine per la rifinitura, adattando la scelta all’acciaio e all’uso.
Quali sono le principali tipologie di coltelli professionali?
I più comuni sono chef (trinciante), santoku, spelucchino, pane, disosso e filetto. Ogni tipologia è pensata per un tipo di lavorazione specifica, dalla preparazione quotidiana ai tagli di precisione.
Acciaio inox o acciaio al carbonio: cosa cambia?
L’acciaio inox richiede meno manutenzione ed è più resistente all’ossidazione; il carbonio offre un filo molto performante ma necessita di maggiore cura e attenzione.
Come scegliere lunghezza e forma della lama?
Lame da 18–21 cm sono le più versatili. Lunghezze maggiori favoriscono tagli lunghi e fluidi, quelle più corte offrono controllo e precisione.
Come preservare il filo nel tempo?
Usare taglieri adeguati (legno o polietilene), evitare la lavastoviglie e affilare regolarmente con pietra o sistemi idonei è fondamentale per mantenere le prestazioni.