I coltelli Tamahagane SAN MAI Tsubame presentano una struttura in acciaio inossidabile a 3 strati. Lo strato intermedio è VG 5 che è molto duro e funge da tagliente. I due strati esterni sono realizzati in acciaio inossidabile SUS410 che sono più morbidi e resistenti alle macchie rispetto al tagliente e proteggono realmente il tagliente. Esistono diversi acciai inossidabili VG. L'acciaio inossidabile VG 5 è stato selezionato per i coltelli SAN MAI Tsubame, poiché il VG 5 può essere temprato con la massima durezza degli altri acciai V-G, ma ha una ritenzione del bordo superiore. L'angolo dell'affilatura è tra 14 e 15 gradi. Il manico è realizzato in fine Micarta che offre un aspetto e una sensazione impressionante molto simile al legno pur essendo più resistente. Micarta è un materiale in lino pressato che viene infuso con la resina, creando una presa confortevole senza necessità di manutenzione. La lama è martellata a mano fino a circa metà. L'intera lama viene quindi sabbiata. Durezza della lama HRC 58/59 Lunghezza lama cm. 18
FAQ: Risposte a domande frequenti
Cosa distingue realmente i coltelli Tamahagane?
Tamahagane rappresenta un equilibrio tra tradizione giapponese e produzione moderna. Il richiamo al nome storico dell’acciaio delle katane si traduce in lame multistrato con elevata qualità di taglio, ma con una gestione più accessibile rispetto ai coltelli artigianali più estremi.
Qual è la filosofia del brand?
Unire estetica damascata, acciai moderni e precisione di taglio, mantenendo una forte identità giapponese con una maggiore coerenza e ripetibilità produttiva.
A chi sono consigliati?
Utenti evoluti e professionisti che cercano una lama giapponese autentica, ma più gestibile nell’uso quotidiano.
Per quali utilizzi sono ideali?
Tagli di precisione su verdure, pesce e carne disossata, in contesti dove controllo e pulizia del taglio sono fondamentali.
Manutenzione?
Lavaggio a mano, asciugatura immediata e affilatura regolare su pietra.
Cosa distingue i coltelli giapponesi da quelli occidentali?
Geometrie più sottili, angoli di affilatura più spinti e un approccio orientato alla precisione e alla pulizia del taglio.
Santoku o Gyuto: quale scegliere?
Il santoku è compatto e versatile per l’uso quotidiano; il gyuto è più vicino al classico chef ed è ideale per tagli lunghi e ritmi sostenuti.
I coltelli giapponesi sono più delicati?
Sì, spesso richiedono maggiore attenzione: non sono adatti a ossa, surgelati o torsioni, ma offrono prestazioni di taglio superiori se usati correttamente.
Come si affila correttamente un coltello giapponese?
L’affilatura su pietra è la scelta ideale: una grana media per il mantenimento e una più fine per la rifinitura, adattando la scelta all’acciaio e all’uso.
Quali sono le principali tipologie di coltelli professionali?
I più comuni sono chef (trinciante), santoku, spelucchino, pane, disosso e filetto. Ogni tipologia è pensata per un tipo di lavorazione specifica, dalla preparazione quotidiana ai tagli di precisione.
Acciaio inox o acciaio al carbonio: cosa cambia?
L’acciaio inox richiede meno manutenzione ed è più resistente all’ossidazione; il carbonio offre un filo molto performante ma necessita di maggiore cura e attenzione.
Come scegliere lunghezza e forma della lama?
Lame da 18–21 cm sono le più versatili. Lunghezze maggiori favoriscono tagli lunghi e fluidi, quelle più corte offrono controllo e precisione.
Come preservare il filo nel tempo?
Usare taglieri adeguati (legno o polietilene), evitare la lavastoviglie e affilare regolarmente con pietra o sistemi idonei è fondamentale per mantenere le prestazioni.