Era l’anno 2003 quando dirigevo un importante albergo a Palermo ed avevo bisogno di affilare i miei coltelli. Dopo aver girato un po’ di coltellerie locali e restando alquanto perplesso dalle presunte prestazioni dei locali, chiesi al mio sous chef consiglio su quale arrotino scegliere perché ho sempre detestato quelli che rendono i coltelli come i rotoli della carta igienica e li consumano completamente dopo una ventina di arrotate, cosa che tra alcuni colleghi ostentano quasi come un trofeo, simbolo di duro lavoro ed impegno nella cucina.

Il mio sous chef mi consigliò di inviarli in un paesino sconosciuto nei pressi di Bologna e là per là pensai ad uno scherzo: perché inviare i coltelli per posta ad un destinatario sconosciuto non conoscendo nemmeno la cura che avrebbe profuso nel servizio per un attrezzo a cui ci tenevo moltissimo?

Ma volli fidarmi e intrapresi questa “assurda” iniziativa dopo aver parlato al telefono con una signora Cristina, gentilissima, dalla voce aggraziata, l’accento accattivante di quelle zone e le sue rassicurazioni sul servizio svolto.

Senza prolungarmi oltre, al ritorno del plico, scartai il pacco con ansia ma infine il mio stupore fece sembrare quei miei coltelli un regalo tanto atteso quanto gradito. Le lame erano tornate nuove, con un taglio che non affaticava assolutamente il mio polso già stanco da tanti anni di attività e nemmeno un graffio che poteva ricondurre alle pietre che avevano contribuito al risultato, insomma dei coltelli nuovi a cui ero già affezionato.

La cosa più intrigante era però una custodia salva lama che non avevo mai visto da nessuna parte e che Cristina mi aveva donato per ringraziarmi della fiducia accordatale. 

Allora il mio primo ordine fu una custodia per ogni mio coltello e lei mi inviò un piccolo catalogo di coltelli tedeschi a me poco noti e naturalmente mi invogliò all’acquisto, dapprima di un coltello e poi, preso dalla frenesia e dal fascino di questi coltelli cominciai ad allargare la mia collezione. 

Da ottima venditrice, in ogni spedizione, Cristina mi accludeva un catalogo di pentole svizzere, poi uno di accessori di pasticceria, poi di stampi in silicone, tante cose che non si trovano dappertutto e che contribuiscono alla creatività ed alla facilità di esecuzione di ogni bravo cuoco. 

Allora internet era ancora agli esordi e “navigare” sui siti stranieri o specializzati non era cosa possibile, quindi AFcoltellerie si rivelò una miniera di idee e di attrazioni. Compravo pentole ed accessori anche per mia madre che condivideva la mia stessa passione sia pure senza essere una professionista. Così cominciai ad essere anche una specie di agente per le mie sorelle e le mie cognate che si incuriosivano e desideravano possedere i miei stessi attrezzi, mandoline, accessori in ceramica giapponesi, insomma una Bengodi per gli appassionati. 

Ma i veri appassionati sono loro, Cristina ed il marito Antonio che dietro le quinte, collabora a gestire un magazzino, una logistica ed un catalogo ormai digitale, nel quale trovi cose che nonostante la diffusione di siti specializzati ed i miei 43 anni di attività nel settore, riescono sempre ad incuriosirmi e a farmele compulsivamente acquistare.

Negli ultimi anni, lavorando a bordo di yacht privati, ho scoperto che non è nemmeno necessario avere un indirizzo stabile per ricevere la merce da loro proposta in molti dei porti. Insomma un servizio fantastico. 

Fosse altrettanto facile acquistare online la materia prima, noi cuochi di bordo lavoreremmo la metà del tempo.

Grazie AFcoltellerie di esistere e di stare al passo coi tempi. 

Giuseppe Todisco